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Benvenute Naveline!

Author: Data Wpisu: 27 October 2017


Tempo di arance, tempo di Naveline! Per l’occasione abbiamo chiesto qualche informazione sul raccolto in Sicilia all’esperto e tra i nostri produttori!

A novembre possiamo proprio dire che inizia la stagione delle arance! E tra le varie varietà, la Navelina è la prima ad apparire. Pur emozionati dal suo arrivo, abbiamo pensato utile non soltanto darvi alcune informazione su questa cultivar, ma anche notizie sul raccolto di quest’anno, chiedendo ad esperti e ad alcuni tra i nostri produttori di darci il loro parere sulla stagione della Navelina. Siamo sicuri che una volta letto l’articolo, ci penserete sempre un po’ su ogni volta che ne assaggerete uno spicchio.

 

Come riconoscere una Navelina

L’Arancia Navelina è di forma ovale o leggermente allungata, di varietà bionda che matura tra novembre e dicembre. La buccia all’esterno risulta avere una specie di conca che ricorda l’ombelico ed è sottile di colore arancio giallo intenso. La polpa, di colore arancio e dal sapore gradevole e zuccherino, è moderatamente succosa e ha un ridotto numero di semi.

 

Il parere degli esperti sulla stagione della Navelina

Abbiamo chiesto a Carmelo Asero – Dottore Agronomo, esperto nella consulenza tecnico-agronomica in agrumicoltura – di darci un quadro della stagione di questa cultivar per avere un’idea, sulla base della sua esperienza, di che raccolto aspettarci e perché.
 

Carmelo, sulla base della tua esperienza professionale, potresti farmi un quadro della stagione “naveline” di quest’anno?

La produzione della cultivar navelina è stata influenzata, al pari di tutte le altre tipologie di agrumi, da un andamento climatico particolarmente siccitoso e caratterizzato da temperature decisamente elevate.

Sul piano fitosanitario non si sono nel complesso verificate condizioni sfavorevoli e in molti casi l’esigenza di specifici interventi di difesa è stata alquanto bassa.

L’andamento climatico ha condizionato la fisiologia della pianta e in particolare ha influito negativamente sull’accrescimento dei frutti e sulla pezzatura; questi effetti negativi non si sono invece verificati, sino ad oggi, sulle caratteristiche organolettiche dei frutti. Sul piano qualitativo sarà determinante il quadro climatico, e termico in particolare, delle prossime settimane; se vi sarà un abbassamento delle temperature si potranno verificare le condizioni per avviare i normali processi di maturazione dei frutti con il raggiungimento di un buon equilibrio tra acidi e zuccheri.

Probabilmente vi sarà un lieve ritardo nelle epoche di maturazione.

E’stato/sarà un anno produttivo?

Nel complesso la produttività media degli agrumeti, a confronto con quella della precedente stagione, sarà decisamente elevata.

Quali difficoltà sono maggiormente riscontrate e perché?

Le maggiori criticità sono state legate alle condizioni climatiche verificatesi durante il periodo estivo; la prolungata assenza di piogge e gli eccessi termici hanno costituto fattori di stress per la coltura e, frequentemente, molte aziende agricole hanno incontrato difficoltà nel garantire alla coltura un buon regime irriguo.

Dopo avere sentito il parere dell’agronomo, abbiamo poi domandato ad alcuni produttori della Rete InCampagna di fornirci le loro testimonianze dirette sui rispettivi raccolti. Abbiamo chiesto in particolare, come sia andata – o si stimi stia andando – la produzione di naveline; qualche informazione sul raccolto; le difficoltà vissute e le soddisfazioni registrate o che si prevedono vivere. Ecco cosa ci hanno risposto!

 
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Andrea Valenziani, Azienda F.lli Valenziani – produttore principalmente di arance a Carlentini

La carica sembra esserci, la pezzatura dei frutti sembra decisamente sotto la media, di solito le Naveline sono molto grosse (e “bucciose”), quest’anno sono più numerose ma più piccoline…il che a mio avviso è un pregio perché il frutto grosso tende più facilmente ad asciugare, ma non tutti i consumatori sarebbero d’accordo con me. Purtroppo questo implica che 25% circa andrà all’industria dei succhi (poiché davvero troppo piccole), il 35% sarà sottomisura, cioè quel calibro che la rete sottrae all’industria per proporlo come prodotto per le spremute domestiche, ed infine calibro medio grande (più medio che grande).

Noi ci troviamo in collina, a pochi chilometri dalla costa orientale e normalmente la nostra azienda è abbastanza precoce, sebbene non quanto le produzioni del sud del siracusano. Un decennio fa’ precoce significava raccogliere a fine ottobre – inizio novembre; adesso se ce la facciamo per metà novembre siamo già contenti… Questo perché ogni anno da dieci anni l’inverno sembra sempre stentare ad arrivare e senza freddo le arance non prendono colore e sapore. Ovviamente il problema si pone per chi fa agricoltura naturale, chi invece si avvale delle “stufe” di deverdizzazioni non si pone questo genere di problemi.

Sempre più piante si ammalano di tristezza, e questo è un male risolvibile solo con l’estirpazione. Poi siamo un po’ indietro con la potatura, ma è un problema che risolveremo subito dopo la raccolta grazie al programma di apprendistato professionalizzante che la rete ha avviato. Finalmente avremo le maestranze competenti che sul territorio scarseggiano e sono sempre più difficili da trovare.

 

Giancarlo Adorno, Azienda Agricola Adorno Giancarlo – produttore di Limoni di Siracusa IGP, Arance e Carrube a Siracusa

La produzione si preannuncia soddisfacente in quantità, ottima in sapore. Siamo appena all’inizio della maturazione, ma i segnali sono incoraggianti.

Nell’appezzamento rimasto in produzione si stima una diminuzione di resa di circa il 20% rispetto alle annate più favorevoli, ma nel complesso ancora soddisfacente. Negli altri appezzamenti si registra una fortissima contrazione della produzione, in atto ormai da circa 3 anni.

L’andamento climatico di quest’anno è stato siccitoso e con alte temperature, a sfavore delle fasi di allegaggione dei frutticini, con cascola elevata. Fortunatamente le piogge di settembre, unitamente all’andamento climatico, hanno favorito l’accrescimento dei frutti e una maturazione in linea con le attese del periodo.

Discorso a parte occorre fare per gli appezzamenti prossimi alla fine produzione, per le fortissime diminuzioni di resa registrate negli ultimi 3 anni. Probabilmente sarà necessaria una graduale sostituzione delle piante ormai improduttive con nuove specie. E’ un passaggio delicato che coinvolgerà e condizionerà l’andamento economico aziendale per almeno i prossimi 4 – 5 anni, anche per la difficoltà di individuare specie adeguatamente collaudate nell’areale.

In questo momento, diventa necessario poter valorizzare al meglio la produzione esistente per poter parzialmente compensare il calo produttivo. Un plauso va alla rete InCampagna e alle altre realtà di economia solidale presenti sul territorio, che permettono di spuntare quotazioni mediamente superiori al mercato locale, nel rispetto del lavoro di tutti gli attori della filiera.

La soddisfazione principale è di riuscire a produrre un prodotto, apprezzato per le sue caratteristiche di gusto, il più rispettoso possibile del suolo e dell’ambiente, ma anche di coloro che ci lavorano. E’ un percorso intrapreso in un’ottica di miglioramento continuo, che coinvolge tutti gli aspetti della produzione per essere sostenibile nel tempo. L’azienda è impegnata a migliorare costantemente, sia sul fronte della riduzione di consumi di acqua, dell’impiego di metodi di lotta biologica, della conservazione della fertilità dei suoli, con investimenti anche importanti (in relazione alle dimensioni aziendali) in sistemi di irrigazione più razionali rispetto al consumo di acqua e con utilizzo di energia certificata da fonti rinnovabili, nell’impiego di specie meglio adattate al luogo (penso soprattutto alle piante di carrubo o di olivo). L’avventura continua …

Come sempre, ascoltare chi lavora e sa arricchisce sempre. Buone naveline a tutti quindi…e se vi troverete davanti arance piccole, saprete il perchè!

Ciò che la terra siciliana produce