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Cibo Rigenerato!

Author: Data Wpisu: 1 March 2018


Molto spesso si sottovalutano i quantitativi di rifiuti generati a livello domestico. Ecco allora che abbiamo deciso di approfondire un po’ di più la gestione dei rifiuti organici e le opportunità che esistono di rigenerare letteralmente i rifiuti

Sapete che a livello domestico a volte rifiutiamo cose che potrebbero essere letteralmente rigenerate? Si, voi direte, già differenziamo! Vero è, rispondiamo noi: differenziare è certamente un primo passo per una migliore gestione dei rifiuti, ma non basta. Una migliore gestione dell’organico non soltanto può portare ad una riduzione delle quantità di rifiuti ma anche alla creazione di nuova vita, lavorando ad una vera e propria economia circolare. Consci di questa reale opportunità, abbiamo chiesto ad Andrea Bartoli, permacultore siciliano appassionato e vero e proprio rigeneratori di rifiuti organici, di darci qualche dritta su cosa realmente significa ridurre rifiuti, migliorando la gestione degli scarti.

 

Andrea, per chi non ti conoscesse, dicci chi sei…

Sono un piccolo privato che, con molta caparbietà e impegno di tempo e denaro, si è ritagliato questa passione sulla ricerca delle tecniche di valorizzazione dei rifiuti organici prodotti dall’uomo e applicazioni dei prodotti ottenuti. Una passione che mi ha portato, tra le altre cose, ad approfondire il tema anche partecipando ad innumerevoli corsi di approfondimento sia in Sicilia che in Italia, con diversi docenti esperti di Permacultura, agronomi, biologi, docenti universitari, etc…anche stranieri

Raccontaci brevemente la tua esperienza di rigenerazione dei rifiuti…

A ottobre del 2012 mi avvicino, per caso, al mondo della Permacultura. Tra le prime tecniche che ho avuto la fortuna di apprendere c’è proprio il compostaggio, il lombricompostaggio, basi di fermentazione… sono poi passato all’acquisto di lombrichi da allevamento e, dopo un paio di anni di esperimenti coronati da molti insuccessi, ho trovato il mio sistema di gestione degli scarti di cucina. Oggi differenzio e suddivido gli scarti organici prodotti in famiglia in diverse frazioni:

  • materiale da fermentare
  • semi, talee e parti di vegetali da piantare
  • olii per saponificazione
  • materiale da compostare in attesa che diventi cibo per i lombrichi
  • materiale che importo da fuori casa che rappresenta il secco ricco di carbonio e strutturante necessario per il corretto compostaggio
  • scarti che non sono scarti, ma cibo
  • altri scarti per farci idrolizzati e macerati

In più, per ottimizzare il tutto, pratico esempi di fitodepurazione, modesto recupero acque piovane, tengo incontri e corsi di formazione, partecipo a diversi progetti con bambini e ragazzi sulle potenzialità dei nostri scarti e spesso sono invitato come esperto  di “gestione della frazione organica dei rifiuti”.

Puoi darci qualche indicazioni sulle caratteristiche del compost da te prodotto? Come si distingue da un compost prodotto a livello industriale e che benefici ne potrebbe avere l’agricoltura?

Innanzi tutto, pur facendo compostaggio, a casa non produco compost, ma produco humus di lombrico, idrolizzati, fermentati, detergenti, igienizzanti, creme di biofilm, cibo, valorizzando rigorosamente la frazione organica dei rifiuti. Il compostaggio di qualità è processo che potrei seguire meglio su terra e con aggiunta di ingredienti diversi che non sono tutti prodotti a casa, cumuli più grandi montati in un giorno e monitorati con termometro ad asta di almeno 60 cm. Il compostaggio è una tecnica che comunque utilizzo al fine di rendere commestibile per i lombrichi materiale organico notoriamente difficile da gestire quali:

  • resti di latticini, carne, ossa, pesce
  • modeste quantità di olio di frittura e residui bruciati, grosse quantità di olio di frittura sarebbe uno spreco compostarlo, meglio saponificarlo
  • cibo avariato, rancido, ammuffito, condito, cotto
  • …e altro ancora…



 

I lombrichi alla fine mi danno humus, ammendante per la legislazione vigente, di altissima qualità.

I miei prodotti NON puzzano in nessuna fase di gestione, quando pronti e maturi sono molto stabili, non generano insetti indesiderati, non produco percolato inquinante e NESSUN tipo di rifiuto organico è ingestibile.

La differenza fondamentale con il compost industriale è che su scala domestica posso avere la certezza di assenza di inquinanti chimici e materiale INORGANICO indesiderato. Dalla padronanza che ho acquisito negli anni per quanto riguarda i processi biochimici necessari all’ottenimento di humus, idrolizzati, fermentati, ecc., so che dal punto di vista microbiologico i miei prodotti sono degli autentici miglioratori della microbiologia di suolo, ambiente domestico, microbioma umano, gestione lettiere animali. NON è possibile dire lo stesso del compost industriale il quale spesso puzza, spesso non è maturo, è pieno di materiale non compostabile, tra cui evidenti presenze di plastica e le più disparate altre tipologie di impurità, pochi lo vogliono, chi lo prova una volta non lo riproverà una seconda, ecc..

Con i diversi prodotti ottenuti da una corretta gestione degli scarti, l’agricoltura potrebbe spezzare le catene dalla dipendenza dai prodotti chimici di sintesi, migliorando la qualità di frutta e verdura, allargando la finestra temporale di raccolta, pezzatura, quantità, qualità organolettiche, la bontà, riducendo notevolmente i consumi idrici, ma anche le malattie e attacchi di parassiti… ad esempio humus ottimo per i trapianti, ottimo radicante, fermentati efficacissimi per i trattamenti fogliari, compost per aumentare produzione e ridurre apporti idrici, idrolizzati per migliorare la produzione su grandi estensioni, ecc.

Mediamente, quanto compost riesci a produrre da quanto cibo? Che fine fa il tuo compost?

Trasformando tutti gli scarti di cucina della mia famiglia, ipotizzo da 2 a 4 quintali di scarti anno (purtroppo non ho mai pesato gli scarti) nei vari prodotti humus, idrolizzati, fermentati vari, ecc., produco diversi quintali di miglioratori della microbiologia che utilizzo per autoprodurmi piccole quantità di cibo coltivato in vaso e aiuola nel cortile di casa mia, quali lattuga, bietola, basilico, cipolla, pomodoro, patate, aromatiche, piante spontanee, ecc., ecc., fermentati per pulizie, concimi liquidi, creme di biofilm anche per uso umano, soluzioni acetiche per la salute, ecc.. Fornisco i miei prodotti a terze persone per coltivare parte del cibo che dopo compro.

Qualche suggerimento per la produzione di un compost di qualità?

Studiare e confrontarsi con persone più esperte, qualunque materiale organico derivante dagli scarti della cucina è facilmente gestibile, purché si provi e si sappia come e cosa si fa e cosa si dovrebbe ottenere, aggiungere la giusta quantità di secco ed altri materiali da importare da fuori casa, ma gratuiti e facilmente stoccabili, non fermarsi con la sola produzione di compost, grazie agli errori si migliora e si possono ottenere prodotti di qualità sempre piú elevata ed assolutamente sicuri.

Ciò che la terra siciliana produce