Il Treno Barocco nella Val di Noto
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Il Treno Barocco nella Val di Noto

Avete mai provato l’ebbrezza di prendere un treno storico e passare una giornata a godervi le bellezze che i dintorni vi offrono? Noi abbiamo avuto la possibilità di viverlo in Sicilia, partecipando a un evento turistico promosso dalla Fondazione FS Italiane nel periodo estivo. Ecco il racconto della nostra Chiara sulla giornata passata a girare nel sud-est siciliano sul mitico “Cento-Porte”!

 

Non c’è nulla da fare: personalmente adoro il treno! E’ un mezzo di trasporto che ti porta vicino o lontano, stando comodamente seduto, potendo lavorare senza sosta durante lo spostamento o dandoti la possibilità di camminare se proprio lo volessi. Il treno va bene per tutti: per chi freneticamente lavora e non ha tempo da perdere; per chi non ha voglia di fare niente e si siede guardando dal finestrino un paesaggio che si avvicina o si allontana, per chi non ha troppe risorse per spostarsi in modo più veloce ma anche per chi, avendole, comunque lo sceglie…

Ho preso un po’ di treni nella vita finora vissuta: per spostarmi da Sud a Nord, nei sempre più lontani tempi universitari, da nord a nord in Italia o nei mei soggiorni all’estero…insomma, più o meno in ogni viaggio che ho fatto. Ma il treno preso a Sud, in Sicilia, è proprio un’altra storia. Rinomatamente qui il treno è un mezzo inaffidabile per l’infrastruttura carente, non certo d’aiuto all’organizzazione di servizi di mobilità efficienti. Nell’isola siciliana il mezzo con la M maiuscola è la macchina, c’è poco da dire. E io continuo a sperare che non sarà così per sempre. E quando posso, insisto e prendo il treno…e non mi sento sola.

Si, perché il numero di persone a scegliere il treno sta crescendo anche in Sicilia…così come si moltiplicano le opportunità turistiche organizzate utilizzando proprio il treno come mezzo di trasporto principale. E infatti, con l’evento il Treno del Barocco, la Fondazione FS Italiane ha rimesso in uso il treno storico, facendoci vivere nuovamente le mitiche “Centoporte”, carrozze degli anni ‘30, trainate da una locomotiva diesel d’epoca D445, e facendoci esplorare la Val di Noto e, in due giornate differenti,  le città patrimonio dell’Unesco di Scicli e Ragusa Ibla e di Modica e Noto. Ed è stato bellissimo!

 

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Salire su un treno storico è realmente un’emozione: una moltitudine di porte da cui accedere, legno ovunque e bagni piccoli ma comunque decorosi. Una confusione inaspettata: in trecento persone circa, abbiamo deciso di partire alle 08.30 di una domenica mattina e stare tutto il giorno fuori per visitare Scicli e Ragusa Ibla. Carrozza prenotata, posto libero. Io e la mia amica, compagna di viaggio, troviamo posto proprio accanto ad una coppia, anziana di età ma giovanissima di spirito, con cui avremo il piacere di passare la maggior parte del nostro tempo in treno. I nostri vicini – onestamente – ci supporteranno anche nel mantenimento dei posti a sedere per tutta la giornata, evitandoci diatribe invece diffusissime nel nostro vicinato e terminate solo con l’intervento autoritario del capo treno. Ma d’altronde anche questo è caratteristico, no?

L’andata verso Sud in Sicilia è di una bellezza disarmante. Dal finestrino del treno, incontri campagne, ulivi, mandorli, agrumeti e i monti iblei tipici di questa zona, che tolgono il fiato per la loro maestosità: una presenza imponente, che va al di là dell’altezza e si fa forte dei colori settembrini ancora estivi e scintillanti tra pietre calcaree bianche, verde ulivo ed un cielo azzurro terso.

L’organizzazione della giornata è inaspettata. L’aspettativa di arrivare nelle città di Scicli e Ragusa ed avere del tempo libero per girare la città si scontra felicemente con la possibilità di usufuire di guide messe a disposizione gratuitamente per un percorso guidato. Eccoci dunque a camminare tra vicoli e strade che oltre ad essere patrimonio Unesco sono anche – e forse anche più rinomatamente – i set per le serie di Montalbano, come le guide ci ricordano citando episodi e scene con una frequenza disarmante.

A Scicli si arriva in ritardo e il tempo non è tantissimo. Abbiamo però la possibilità di conoscere un po’ di più la città che si scopre un piccolo gioiello incastonato in un paesaggio mozzafiato.

A Ragusa lo stupore cresce per la presenza di autobus che dalla stazione portano i passeggeri del trenino alla storica Ragusa Ibla. Anche qui, un percorso guidato ci attende per visitare il centro in modo veramente soddisfacente.

 

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E infine ancora treno, treno, treno…per ritornare alla città di partenza. L’atmosfera è bella, si parla, ci si racconta, si ride. Il treno storico ha anche il bar dove potersi ristorare, approfittando del servizio per sgranchirsi un po’ le gambe.

Il trenino si ferma spesso e poi riparte. Non è chiaro se ci sia qualche problema, e si scherza sullo scendere e spingerlo. A volte ai passaggi a livello il personale a bordo è costretto a scendere per delle operazioni manuali che fanno perdere tempo. E ovviamente il ritardo c’è, ma non è troppo e comunque nessuno si lamenta: siamo in festa e, come qualcuno del personale mi racconta, dentro un treno come quello i passeggeri non si lamentano mai.

La giornata è stata talmente intensa e piena che, indipendentemente dalla stanchezza fisica, la mente e il cuore sono pieni di ricordi ed energia. C’è un po’ di rammarico per non aver potuto partecipare alla giornata dedicata a Noto e Modica ma sono certa ci saranno nuove occasioni. Nel frattempo mi godo questo momento di pienezza e ricordo a me stessa quanto sia bello vivere in Sicilia e lavorare ad un futuro migliore per questa terra bella e difficile.