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Una spremuta di arancia rossa!

Author: Data Wpisu: 6 February 2018


L’arancia rossa è speciale per tanti motivi. E quando arriva il suo tempo a noi di InCampagna piace ricordarli e chiedere ai nostri esperti, veri saggi e profondi conoscitori, un parere speciale!

Chiamala Tarocco, Moro o Sanguinello…l’arancia rossa è un vero toccasana per il nostro palato, prima di tutto, e per il nostro benessere, in generale, di cui noi siciliani non possiamo non andare fieri. Sono infatti le condizioni climatiche del nostro territorio che permettono alle antocianine di svilupparsi in modo ottimale, fornendoci tutti i benefici tipici dell’arancia rossa.

Abbiamo chiesto a Claudio Valenziani, detto u cumannanti dal tempo in cui, finito il turno alla base elicotteri di Maristaeli, veniva ancora in divisa a seguire i lavori agricoli, di darci il suo parere in tema di arancia rossa. La sua esperienza sul tema merita un’attenzione particolare. Per noi di InCampagna, il Comandante è infatti un punto di riferimento fondamentale, grazie alla sua esperienza e alla sua saggezza e siamo felicissimi di condividere le sue risposte con tutti voi!

 

Comandante, è tempo di arancia rossa: ci dica qualcosa di più sulle caratteristiche di quest’arancia e perché è così speciale?

Da un punto di vista nutrizionale, le informazioni scientifiche ci confermano già i motivi per cui l’arancia rossa è veramente speciale. Se però mi si chiede di andare oltre i dati oggettivi, ecco che entrano in gioco i propri gusti, le proprie abitudini (che peraltro discendono da quelle della propria famiglia). Per esempio nella mia famiglia, che viveva prima a Genova e poi a Roma, si consumavano solo arance rosse; quelle bionde le ho conosciute quando sono giunto in Sicilia. Probabilmente sarà per questo che l’arancia bionda la prendo in considerazione (blanda) solo quando quella rossa non è disponibile: la trovo gradevole, ma troppo dolce e priva di carattere.

Parlando di spremute, ovviamente quelle di arancia rossa a mio parere sono di gran lunga le più buone, a parte lo splendido aspetto; in base alla mia esperienza – in effetti riconosco di essere uno spremitore compulsivo – le varietà rosse mi sono sempre parse meno fibrose di quelle bionde e quindi, tagliandole “equatorialmente” ed impiegando lo spremiagrumi, ho l’impressione che lascino meno deposito e diano un poco più di succo. I succhi biondi sono buoni e dolci, ma comunque “lisci”; si stacca il biondo Valencia che, contenendo limonina, ha più sapore di “agrume”.

Un’altra considerazione che mi viene in mente a vantaggio delle arance rosse: quelle  mature sono “easy peeling” – ovvero più facilmente sbucciabili – mentre le bionde meno, alcune varietà molto meno.

Ritengo infine che il frutto biologico, la cui buccia non può non essere “edibile”, sia una garanzia di ulteriore qualità anche in caso di spremuta; con i frutti non Bio, spesso trattati con conservanti e cicatrizzanti che ne allungano la vita, temo possano esserci contaminazioni.


 

 

Ci può dare qualche informazione sulla produzione di arancia rossa di quest’anno? Rispetto agli anni precedenti, nota cambiamenti rilevanti in termini di produzione, che vuole condividere con noi?

Quest’anno, dopo svariati anni di notevole ritardo (fino ad un mese) nella maturazione (dovuto al consolidato cambiamento climatico), la pigmentazione è moderatamente anticipata. Per contro l’abbondante produzione ha determinato una pezzatura prevalentemente medio-piccola, anche a causa di una stagione fortemente siccitosa: è fondamentale far comprendere al consumatore che la pezzatura limitata non pregiudica la qualità, anzi sono convinto che il frutto da 170 – 220 grammi sia migliore e con un ottimale rapporto polpa/buccia.

Venuta voglia di arance? Ricordatevi che InCampagna continua a celebrare la lunga vita delle arance piccolissime…e di rosse di piccola dimensione gli alberi sono proprio carichi! Pronti per una bella spremuta?

Ciò che la terra siciliana produce