(Italiano) Storie di Miele e di Api
Categories
Uncategorized

(Italiano) Storie di Miele e di Api

In un periodo in cui le influenze colpiscono più frequentemente, il Miele è decisamente un prodotto che salta subito in mente. Per saperne di più su un prodotto prezioso come questo, ci siamo rivolti a chi il Miele lo produce con amore. Leggete con attenzione!

L’inverno è decisamente il periodo in cui parliamo più di miele. E tra acciacchi e malanni il motivo è presto detto. Come sempre, noi di InCampagna abbiamo pensato che chiedere ai produttori come andasse la produzione di miele fosse la cosa migliore da fare per avere un quadro più chiaro e diretto di quello che succede nel nostro territorio. Ci siamo quindi rivolti a Nicolò Lo Piccolo di Bio Gold Sicilia e ad Antonio Coco di Mieli Bio Bio che si sono subito prontamente messi a disposizione per raccontarci la loro esperienza diretta.

 

Antonino Coco, apicoltore nomade azienda Mieli Bio Bio

 

Antonino, cosa ti piace di più del tuo lavoro di produttore di miele?

Sono innamorato delle api!

Le api mi mostrano ogni giorno il carattere estremamente impermanente e al tempo stesso eterno della vita, e questo loro insegnamento mi pare un grande dono, anche se non sempre riesco a coglierlo!  A questa domanda potrei rispondere anche con frammenti di immagini, che avrebbero la necessità di tutti i cinque sensi e di un gran repertorio di emozioni per essere descritte. L’avvolgente ronzio delle api e le loro danze frenetiche in aprile o in maggio, l’improvvisa nube d’api della sciamatura, l’emozione di scoprire dei favi rigonfi di miele, i profumi di stagioni e territori ripercorsi ogni anno..…..e poi la consapevolezza di condurre un’attività che apporta benefici a tutta la comunità.

 

Raccontaci la produzione di quest’anno. cosa è andato bene e cosa è andato male? Vista la tua esperienza, ci racconti alcune delle differenze che noti di più nella produzione di miele e nelle api nel corso degli ultimi anni?

Leggendo questa domanda mi viene subito in mente questo detto siciliano “cuantu vali corpu d’acqua na marzu e n’aprili non vali 'n vascellu cu tutti i so aviri”

E in effetti il 2017 per la produzione di mieli in Sicilia orientale si potrebbe sintetizzare così: bene in primavera; estate ed autunno male! Le mie api hanno prodotto eccellenti millefiori primaverili sia sugli Iblei che sulla costa Jonica e sull’Etna. E anche eccellente miele di arancio come non se ne vedeva dal 2013. Poi la grande siccità, che ancora perdura, ha portato in basso le produzioni. Così ho avuto poco miele di sulla, molto poco di eucaliptus e per fortuna qua e là buona produzione del mio amatissimo miele di timo. Zero produzione di miele di castagno sull’Etna e ne ho invece prodotto un po’ di buona qualità sui Monti Peloritani. Durante tutta l’annata abbiamo avuto anche poca produzione di melata di agrumi, un miele extrafiorale da alcuni consumatori molto ricercato per le sue proprietà antiossidanti. L’autunno è stato molto avaro e in qualche territorio le colonie di api non sono riuscite neanche ad immagazzinare il miele sufficiente per le loro scorte invernali. Solo sui Monti Peloritani le mie api hanno raccolto tanto miele di edera, mentre nel sud est, in autunno, i prati dei pascoli iblei e i fiori di carrubo sono stati parecchio avari.

Io ho iniziato l’attività di apicoltura 36 anni fa. E sebbene questo tempo sia, “naturalmente” parlando, un tempo estremamente corto, alcune significative differenze nella produzione dei mieli e nella vita delle api mi appaiono evidenti. La globalizzazione ha portato ad una crescita di “parassiti alieni”, con una perdita di decine di migliaia di colonie di api. Alla riduzione della biodiversità e alla dominanza di “nuove” piante si additano le più frequenti cristallizzazioni precoci di mieli.   L’elenco degli effetti dei cambiamenti climatici in apicoltura sarebbe troppo lungo ma sostanzialmente si definisce per le api  in deficit alimentari di nettare e polline oltre agli effetti diretti di fenomeni climatici estremi.

Purtroppo il bilancio dei cambiamenti avvenuti in questi ultimi trent’anni nella vita delle api e nelle produzioni dell’alveare è oggettivamente fortemente negativo. Per l’apicoltore questo significa per esempio considerare ormai normale un tasso del 20-30% di mortalità annua dei propri alveari e fare molto più lavoro per ottenere minori risultati. Tuttavia si diffondono rapidamente tra gli apicoltori e gli agricoltori nuove conoscenze e competenze e nuove sensibilità e consapevolezze sia fra questi che tra la gente comune. Insomma iniziamo a  trasformare questo veleno in medicina e abbiamo necessità immediata di tradurre questa sensibilità e consapevolezza in gesti concreti e collettivi!!

 

Il miele è un prodotto che costa: parlaci dei costi e degli sforzi che stanno dietro il prodotto che offri…

Si dice…“Cu iavi l’api e jumenti è riccu e non avi nenti”

Rispetto al costo del prodotto credo che ancora siamo lontani dagli effettivi costi di produzione! Il mercato è calmierato dalla presenza di una significativa quota di miele falso o semifalso. E credo che anche il prezzo del miele degli apicoltori salirebbe se non si facesse uso di sostanze zuccherine per l’alimentazione delle api consentita nelle stagioni di non produzione.

Come per ogni prodotto di qualità, dietro un buon vasetto di miele ci sono tanti sforzi, oltre a passione, impegno e competenze. Nel nostro caso sforzi di api e apicoltori.  E debbo dire che i tanti sacrifici che facciamo in campo per la produzione (notti di transumanza nel tentativo di produrre differenti mieli, giornate di lavoro infinite e senza sosta, talvolta imprecazioni e punture…) diventano poca cosa grazie all’amore verso le api e verso il nostro bel mestiere, nella consapevolezza di fare il nostro bene  e quello della comunità..

L’apicoltura, quella nomade in particolare, è come una pesca di terra: invece delle reti e della barca noi apicoltori cerchiamo di pescare il nettare dei fiori servendoci delle colonie d’api e di mezzi di locomozione varia (dal dorso d’uomo e d’asino al carretto fino all’odierno camion/furgone/jeep … per la transumanza degli alveari) e come i pescatori prendono i pesci al mare noi prendiamo il miele alle api.

 

Per chi non ne sapesse proprio niente di miele e fosse curioso, ci dai qualche primissima informazione su come scegliere il miele e su come conservarlo?

Il miele è una sostanza “incorruttibile”, “immortale”. E come tale è stato utilizzato dagli uomini per millenni. Se ben conservato, al riparo da luce e calore e umidità, resta un ottimo prodotto per molti anni. Poi del miele non si butta niente, e sono pochi i prodotti che utilizziamo al 100%. Io utilizzo fino all’ultimo grammo del vasetto che consumo sciacquandolo con acqua tiepida quando sono alla fine. E invito tutti a non perderne nemmeno un grammo: le api percorrono tanti chilometri per produrlo!

Per quanto riguarda la scelta del miele, prediligiamo sempre la filiera corta, naturalmente bio e conserviamo il prodotto al fresco e al buio e lontano da acqua e umidità. Il miele è un ambiente estremo e i microorganismi gli fanno un baffo, un po’ come il sale, e come questo è un conservante. Anche un barattolo di miele fermentato comunque non è nocivo alla salute, tanto che la legislazione ne permette la vendita anche se solo alle industrie alimentari. Come per l’olio, il miele non migliora invecchiando, però nel corso della stagione lo possiamo gustare nelle sue fasi, normalmente liquido e cristallizzato e poi c’è il miele in favo, ma questa è un’altra storia. Naturalmente godiamoci solo mieli in perfetta salute: SANI, BUONI E SICILIANI/TERRITORIALI.

 

 

Nicolò Lo Piccolo, Azienda Bio Gold Sicilia – Produttore di ortaggi, erbe aromatiche e apicoltore a Caltagirone

 

Nicolò, cosa ti piace di più nella produzione del miele?

La produzione del miele è un lavoro che onestamente definisco molto duro. Ciò nonostante e per la maggior parte delle volte, è un lavoro ricco di soddisfazioni. In generale il mio lavoro è molto bello perché mi permette di stare a contatto con la natura, con i fiori e in ambienti esterni a contatto con le api, che sono un vero e proprio bioregolatore naturale. Il contatto con le api per gli apicoltori è decisamente un elemento stimolante e appassionante…si stringe un rapporto così forte che quando, come accade in certi anni, avvengono perdite di api, il malessere di un apicoltore può essere enorme, quasi come se perdessimo nostri figli.

Raccontaci la produzione di quest’anno? Cosa è andato bene e cosa è andato male? Vista la tua esperienza, ci racconti inoltre alcune delle differenze che noti di più nella produzione di miele e nelle api nel corso degli ultimi anni?

Quest’anno il raccolto del miele non è stato eccezionale e purtroppo questa è una tendenza in linea con gli ultimi anni. Per essere più precisi la produzione di quest’anno è stata migliore rispetto all’anno precedente, ma nell’arco dei 10 anno inferiore del 30% circa. Se guardiamo agli specifici tipi di miele posso dire che c’è stato un incremento del miele di agrumi del + 30% con circa 60kg ad alveare. La produzione di miele di eucalipto, sulla e millefiori è invece è stata scarsa, tanto poi da portare ad una media complessiva per alveare annua di circa 20kg.

E’ bene ricordare che a livello nazionale, l’Italia è un importatore di miele, producendone meno rispetto alla domanda. In generale però la Sicilia è la principale regione produttrice di miele, con oltre il 10-12% prodotto nella nostra regione.

Nell’arco degli anni l’apicoltura ha subito dei cambiamenti radicali. E’ quasi scomparsa l’agricoltura casalinga, o comunque hobbista, per via dei cambiamenti climatici e le avversità e questo porta ad avere solo apicoltori professionisti che riescono a seguire con molta più cura le api e riescono a mantenerle in vita. Sicuramente l’apicoltura è diventata più professionale sia da un punto di vista sanitario (per una maggiore cura della malattia delle api) che per quanto riguarda le quantità di miele prodotto, anche se per più limitati tipi di miele. E in effetti solo alcuni apicoltori riescono a produrre diverse qualità di mieli, ma in poche quantità perché portano avanti un tipo di apicoltura più indirizzata alla produzione di sciami destinate all’impollinazione, lavorando alla produzione di piccole partite di miele ma di più tipi. La maggior parte degli apicoltori siciliani però, anche chi produce in biologico, tende a seguire oggi il trend di produzione più professionale perché più redditizio. In ogni caso, e come dicevo prima, il trend di produzione è in discesa con un conseguente aumento dei prezzi, ma con aumento della qualità dei mieli. Purtroppo, però, c’è anche una crescita parallela delle frodi, più frequenti vista l’alta richiesta di questo prodotto da parte dei consumatori.

Il miele è un prodotto che costa: parlaci dei costi e degli sforzi che stanno dietro il prodotto che offri…

Il vero miele ha un costo attualmente non inferiore a 10 euro al kg. Dietro prezzi inferiori possono configurarsi delle truffe in frodi alimentari. Per chi volesse approfondire anche minimamente il discorso, suggerisco di cercare anche su internet il tema del miele adulterato o miscelato. Capirà perché scegliere un miele che costa ha un significato che va al di là di un semplice ritorno economico.

Per chi non ne sapesse proprio niente di miele e fosse curioso, ci dai qualche suggerimento su come scegliere il miele e su come conservarlo?

Chi non ha mai usato miele suggerisco di farlo provare in combinazione con qualche tipo di cibo, ad esempio abbinato a dei formaggi, alla cucina in generale e a delle buone tisane. Lo consiglio inoltre alle donne in gravidanza e soprattutto durante l’allattamento come dolcificante.