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In cammino per i sentieri siciliani

Author: Data Wpisu: 1 March 2018


Se siete interessati ad esplorare la sicilia in modo green, vivendo esperienze di una Sicilia autentica, lo slow walking fa apposta per voi. Ecco dei primi suggerimenti, presentati grazie al contributi di esperti ed appassionati camminatori siciliani.

Che la Sicilia sa una terra da visitare è fuori discussione. Ma esplorare la Sicilia camminando è decisamente un’esperienza che suggeriamo vivamente. Abbiamo chiesto a chi cammina con passione di raccontarci la propria esperienza. E’ il turno di Paolo Rizzo, presidente dell’associazione Upedincaminu a cui abbiamo chiesto di raccontarsi e raccontare della Sicilia in modalità “a piedi”. Eccovi il racconto, decisamente appassionato!

 

Paolo, raccontaci della tua esperienza con lo slow walking: quando hai iniziato, i motivi per cui sei tanto appassionato e con chi fai slow walking?

La prima esperienza di escursione lenta nel territorio risale ad un lunedì di pasqua negli anni ’70 quando un ex compagno di scuola elementare, di professione pastore, ci invitò a trascorrere la pasquetta, invece della solita scampagnata con carciofi e salsiccia alla brace, andando in giro per sentieri e trazzere nelle campagne attorno a Licodia Eubea, il paese dove sono nato. Durante il percorso si è messo anche a piovere e, grazie alla sua esperienza di pastore, abbiamo trovato riparo di fortuna in ovili e case abbandonate, fino ad essere ospitati in una masseria in cui ci siamo ritrovati, assieme alla famiglia dei proprietari, attorno ad un grande falò che ci ha riscaldato e rinfrancato corpo ed anima. E’ stata un’esperienza indimenticabile perché, assieme ai miei compagni di cammino, abbiamo assaporato l’emozione adrenalinica di trovarsi in mezzo alla campagna, a stretto contatto con la natura ed i suoi eventi atmosferici, a piedi, contando sulle nostre forze e possibilità.

Poi la vita ti prende nel suo vortice di attività, eventi e vissuto. Lavori, convivi con la tua compagna, hai due figli, intensa attività del biologico localmente, a livello regionale e nazionale. Poi, circa dodici anni fa, assieme ad alcuni amici, ci siamo messi a ”camminare” da un paese all’altro, e da allora non mi sono fermato…. Ricordo con gioia ed emozione particolare quando, partiti da Scordia, siamo arrivati a Militello V.C., a piedi dalla vallata del Loddiero, siamo stati accolti come presumo si accogliessero i viandanti di una volta… “da dove venite? Chi siete?” offrendoci dell’acqua … Da allora, si sono avvicinate tante persone, soprattutto della nostra comunità e dei paesi vicini, felici di scoprire che con le proprie forze si può raggiungere, attraverso sentieri, trazzere mulattiere un paese vicino o percorrere il territorio circostante, scoprendo che l’andare a piedi non ti dà limiti di percorrenza, puoi seguire una pista o salire su una collina liberamente e scoprire cosa c’è dall’altra parte…

Da due anni abbiamo costituito l’associazione “gruppo trekking- upedincaminu” ad oggi conta oltre 50 associati e tanti simpatizzanti che ci seguono.

Che tipi di passeggiate fate e dove? Cosa ti piace di più delle camminate a cui partecipi?

A differenza delle altre associazioni escursionistiche, il nostro si può definire un gruppo locale composto in gran parte dalla gente della nostra comunità e di quelle vicine al nostro territorio, senza grandi pretese di prestazioni o obiettivi estremi, ma con il desiderio di conoscere, intanto, il territorio e la natura che ci circonda, stare assieme, condividere le amicizie, le sensazioni, le emozioni, staccare dalla routine quotidiana per trascorrere il tempo facendo, inevitabilmente, attività fisica, anche per otto/nove ore, camminando per sentieri evitando, il più possibile, le strade asfaltate o frequentate, con il bello ed il cattivo tempo, al ritmo dell’ultimo. Per questo motivo ai nostri eventi partecipano gente di tutte le età e di ogni forma fisica. E poi, si rafforza l’autostima, il coraggio, si sconfiggono le paure….

Ma la nostra attività escursionistica ha interessato anche territori più lontani. Alla fine di febbraio del 2011, siamo stati invitati dalle associazioni escursionistiche iblee Kalura, Acquavena, CAI Ragusa, CAI Siracusa e Natura sicula a partecipare all’evento ”Il Cammino Ibleo“, un progetto per la promozione e la conoscenza del territorio Ibleo, evento concreto di mobilità sostenibile e momento di crescita e di condivisione. Attraverso percorsi spesso inediti, con un tracciato a forma di una Y, si è partiti dalle tre città di Ragusa, Noto e Scordia per confluire, in quattro tappe, tutti a Palazzolo Acreide nella tappa finale del 23/10/2011. Attualmente il progetto continua attraverso il coordinamento del Cammino Ibleo,organizzando ogni anno quattro escursioni condivise tra tutte le associazioni.

Oltre alle tradizionali escursioni promuoviamo anche il trekking cittadino con visita di monumenti, chiese, cercando di coinvolgere le amministrazioni locali. Spesso ci incontriamo organizzando delle cene condivise in cui ognuno porta qualcosa che ha preparato a casa, senza utilizzare piatti posate a perdere, all’insegna della condivisione e dell’educazione ambientale ed alimentare. E poi ci si diverte in modo semplice con balli, canti o drammatizzazioni scherzose. Si organizzano corsi per approfondire la nostra conoscenza: sull’abbigliamento o strumenti da usare per il trekking, corsi di primo soccorso e di orientamento.


 

 

Quando è meglio fare questi tipi di camminate?

In riferimento al territorio che ci ospita e al suo clima, il periodo migliore per fare le nostre camminate è senz’altro l’inverno e la primavera. Il verde delle colline, gli odori dell’aria e della terra, il profumo delle fioriture, l’odore della pioggia e le temperature ottimali per poter camminare per diverse ore… Naturalmente si cammina anche in estate, prima del grande caldo e dell’afa che ci opprime. Da aprile a giugno, andiamo ad esplorare le montagne ed i boschi degli iblei o viaggi nella riserva di vendicari o dello zingaro. Poi le fantastiche escursioni di più giorni nelle isole…

Per chi non conoscesse i posti, quali posti suggeriresti di visitare in primo luogo e che cosa dovrebbe aspettarsi?

In merito ai consigli su quali posti visitare, come già detto, consigliamo intanto di visitare quello che ci sta attorno, un paesaggio naturalistico spesso inaspettato che non mancherà di sorprenderci, anche nel raggio di due/tre chilometri. Durante le nostre camminate oltre al paesaggio naturalistico potremo godere dei vari siti archeologici che hanno segnato la sua storia. Per chi sta a Scordia, che conta un territorio piccolissimo, il luogo più vicino è il parco cava, con la “grotta del drago” e il canyon di “urgu tintu” o la vallata del “loddiero”, disseminata di abitazioni rupestri e medievali, oltre che siti archeologici. Ma i posti ancora non troppo antropizzati dall’uomo si trovano in direzione di Militello V.C. che conta anche un territorio molto più esteso rispetto a Scordia: Il grande altopiano che porta a Palagonia, il dosso Tamburaro e le estese necropoli di Piano Maenza o la vallata del fiume Ossena con le sue affascinanti cascate, anche questa disseminata di centinaia siti archeologici a partire dal periodo castellucciano. Molto interessanti anche le escursioni nel vicino territorio lentinese: il Casale San Basilio, un antico avamposto militare datato VI-V secolo A.C. posto su un colle vulcanico dominante la Piana di Catania, dagli scoscesi pendii ed in posizione facilmente difendibile; le contrade Castellana e Palazzelli che mostrano le testimonianze di un luogo densamente abitato nel passato a partire dal IV secolo A.C. ove si possono fare escursioni sull’altopiano soprastante ed attraverso un poco conosciuto canyon di calcare e terre vulcaniche.

Per chi volesse seguire Paolo Rizzo e l’associazione, ecco la pagina Facebook Upedincaminu dove si trovano notizie e informazioni sugli eventi proposti. Buon cammino!

Ciò che la terra siciliana produce